Il 27 dicembre 2016 è un giorno troppo importante per non entrare di diritto nel prospetto storico della città pontina: è il giorno in cui nasce il nuovo Latina Calcio. Non è stato un semplice “martedì” di fine anno quello che ha riscritto la storia della principale società sportiva del capoluogo. Non lo è stato perché Angelo Ferullo, Ugo Nuzzi, Benedetto Mancini e Regina Wainstein hanno deciso di intervenire prendendo in mano una situazione difficile per garantire un futuro al club di piazzale Prampolini: risanando un bilancio deficitario, hanno evitato il fallimento acquisendo la proprietà dell’US Latina dopo una serie di vicissitudini che ne avevano messo a repentaglio l’esistenza. Angelo Ferullo ha assunto la carica di presidente, Ugo Nuzzi quella di Amministratore Delegato, Benedetto Mancini e Regina Waintesin completano il nuovo CDA. Un “poker d’assi” alla guida del Latina con un unico obiettivo, chiudere il campionato in corso mantenendo la categoria per puntare al “massimo” nella prossima stagione: caparbietà, umiltà, tanta voglia di lavorare al servizio dei colori nerazzurri.

L’insediamento della nuova proprietà ha sancito un taglio netto con il passato, un taglio netto con il Latina che nel 2007 aveva restituito il calcio al capoluogo pontino dopo il fallimento del 2006. Dopo 9 anni durante i quali al comando del club si erano alternati Michele Condò, Pasquale Maietta, Paola Cavicchi e Antonio Aprile, il 27 dicembre 2016 nasce il nuovo Latina Calcio.

Per dare un senso alla storia recente del Latina calcio, bisogna partire dal 2007 e arrivare ai giorni nostri; poi si potrà procedere a ritroso.

L’estate del 2006 è ricordata come la più brutta in assoluto: dopo la sconfitta nel playout col Rieti (in C2) e la retrocessione in serie D, il Latina non viene ammesso al campionato Interregionale. E’ la fine del Latina presieduto da Antonio Sciarretta. Dopo quel fallimento, nel 2007 prende forma la Virtus Latina, ovvero la società che restituisce il calcio alla città dando il là ad una scalata fantastica. E così, in sette anni, il capoluogo pontino si è ritrovato in serie B. Tutto è iniziato con Pasquale Maietta e Michele Condò che hanno percorso il cammino dal campionato di Promozione fino alla I divisione, con tanto di salvezza dopo i playout contro la Triestina. L’uscita di scena di Condò – costretto a lasciare il club a causa di una malattia che da lì a poco l’avrebbe tolto alla città – un mese prima dall’inizio del secondo campionato di I divisione, ha portato all’ingresso nel club, al fianco di Maietta, di Paola Cavicchi. Insieme hanno rappresentano quel vertice societario capace di conquistare la serie B. Un traguardo prima soltanto sognato, poi diventato realtà il 16 giugno 2013 dopo la finale playoff vinta contro il Pisa. Nella prima stagione in serie B (2013-2014) il Latina ha tentato la scalata alla serie A. Una serie A sfumata soltanto all’ultima sfida, una serie A accarezzata per svariati minuti e poi persa nella finale playoff col Cesena. Nella stagione 2014-2015 il Latina è riuscito a raggiungere la salvezza all’ultima giornata, così come accaduto anche nel 2015-2016. La stagione 2015-2016, poi, ha visto novità a livello societario. Uscita di scena Paola Cavicchi, ad affiancare Pasquale Maietta è entrata la famiglia Aprile: l’imprenditore del territorio Antonio con il figlio Natale hanno rilevato le quote societarie lasciate dalla signora Cavicchi. L’avventura della coppia Maietta-Aprile si chiude il 27 dicembre 2016 dando il là ad un radicale cambiamento. Il resto è “storia attuale” con l’ingresso della nuova proprietà costituita dal “poker d’assi” formato da Angelo Ferullo, Ugo Nuzzi, Benedetto Mancini e Regina Wainstein: sono loro che hanno salvato il Latina da un nuovo fallimento, sono loro che hanno intrapreso un nuovo percorso a tinte nerazzurre.

2007-’08: Ad un anno esatto dal fallimento del 2006, dopo una stagione passata senza calcio e col Francioni desolatamente vuoto, nel mese di luglio nasce la Virtus Latina. Pasquale Maietta, con la collaborazione di Nando Leonardi, acquista il titolo del Real Latina, società di borgo Santa Maria, e l’avventura riparte dal campionato di Promozione con Vincenzo D’Amico presidente. La squadra allenata da Marco Ghirotto gioca le sue gare interne al Francioni e vince il titolo davanti al Pescatori Ostia.

2008-’09: La Virtus Latina promossa in Eccellenza cambia pelle a livello societario. Vincenzo D’Amico, presidente nella stagione precedente, esce di scena. Ai vertici restano Pasquale Maietta, Michele Condò e Damiano Coletta: la Virtus Latina conquista il titolo del girone B dell’Eccellenza laziale. L’avvio di campionato non è dei migliori, la squadra va avanti tra alti e bassi e a farne le spese è Marco Ghirotto: il tecnico artefice della vittoria della Promozione viene sostituito da Giancarlo Sibilia. In poco tempo la Virtus Latina ingrana la marcia giusta e grazie ad un finale di stagione esaltante, con un filotto di nove vittorie consecutive, conquista il titolo – all’ultima giornata nella sfida vinta al Francioni contro il Pisoniano – e viene promossa nel campionato nazionale dilettanti.

2009-’10: Nell’estate del 2009 la Virtus Latina cambia la propria denominazione in Us Latina (Unione sportiva Latina), alla vigilia del campionato di Interregionale. Nonostante una campagna acquisti importante,  la squadra allestita non riesce a rendere come sperato. A farne le spese, dopo un avvio di stagione deludente, è Giancarlo Sibilia, esonerato: al suo posto viene ingaggiato Maurizio Raggi. Il cambio non sortisce i risultati sperati, e a metà del girone di ritorno torna in panchina Giancarlo Sibilia, dopo le dimissioni di Raggi. I nerazzurri si piazzano al 9° posto al termine di un campionato di serie D deludente. Ma la voglia di riportare il Latina tra i professionisti – a quattro anni di distanza dal playout perso a Rieti – spinge la società ad uno sforzo economico importante, ma necessario per ottenere il ripescaggio in II divisione. E’ il 4 agosto del 2010, il Latina torna in serie C.

Un’azione al Francioni

2010-’11: Il ritorno tra i professionisti non rappresenta, però, un punto d’arrivo ma diventa un nuovo punto di partenza da cui prendere slancio per puntare sempre più in alto. A livello societario esce di scena Damiano Coletta, che lascia la carica di vice presidente. L’entusiasmo della città è ancora tiepido, pacato, calibrato, tale da far iniziare la nuova avventura in sordina, senza pressioni. La squadra viene affidata a Stefano Sanderra, tecnico esperto della categoria, reduce da molte stagioni trascorse nel girone sud della II divisione. Il gruppo messo a disposizione dell’allenatore è di primissimo piano; e come d’incanto nasce un Latina da record. Il viaggio parte da Matera, con un pareggio per 1-1, poi arriva una sorpresa dopo l’altra a trasformare la matricola nerazzurra in una squadra sicura, concreta, bella: semplicemente invincibile. Il Latina resterà imbattuto (ad un certo punto diventerà l’unica squadra di tutti i campionati professionistici d’Europa a non aver mai perso) dal 29 agosto 2010, giorno dell’esordio in Basilicata, al 20 febbraio 2011, giorno della prima ed unica sconfitta in campionato, a Trapani. Una sconfitta che, comunque, non incide sulla classifica: il Latina è primo e lo resterà fino alla fine. Dopo il ko di Trapani, la capolista di Sanderra rialza la testa. Pareggia con Pomezia, Melfi e Isola Liri; vince contro Fondi, Vibonese, Campobasso, Neapolis e Brindisi. Il successo sui pugliesi regala ai pontini il primo match-point, a due giornate dal termine. Il 1° maggio 2011 il Latina dei record vince a Lamezia con i gol di Cafiero e Giannusa: i tre punti regalano la I divisione a trent’anni di distanza dall’ultima volta dei pontini in serie C1. Al D’Ippolito di Lamezia, davanti ad una tribuna piena zeppa di cuori nerazzurri (circa 950), l’undici di Sanderra fa felice una città intera, affollata nella centralissima piazza del Popolo a gioire davanti al maxischermo. E’ quasi mezzanotte quanto la squadra fa rientro a Latina, ad attenderla trova un mare di gente in festa. L’8 maggio, poi, contro l’Aversa Normanna va in scena la passerella dei campioni. In un Francioni stracolmo, il Latina festeggia la promozione in I divisione davanti al proprio popolo. Giocatori e tecnico fanno festa con i propri tifosi, Maietta e Condò insieme, abbracciati, con i pugni protesi verso l’alto si godono i meritati applausi per essere riusciti a riportare Latina nel calcio che conta.

2011-’12: Dopo trent’anni di assenza il Latina, quindi, torna a giocare in I divisione, la vecchia serie C1. Dopo tante stagioni condotte al vertice, l’impatto con un girone di ferro non è semplice. La squadra stenta, è in piena zona retrocessione e dopo la sconfitta interna contro il Feralpisalò viene esonerato Stefano Sanderra, proprio alla vigilia del derby col Frosinone. Per “traghettare” la squadra viene chiamato Marco Ghirotto, tecnico della Berretti, a cui spetta il compito di sedersi in panchina al Matusa, in attesa dell’arrivo di un nuovo allenatore. Il pareggio contro i ciociari e la prestazione battagliera della squadra, convincono la società a dare fiducia a Ghirotto, che diventa ufficialmente il nuovo tecnico nerazzurro. Dopo una serie positiva, però, anche la squadra di Ghirotto perde numerose partite, al punto che la società accetta le dimissioni del mister, affidandosi di nuovo a Sanderra alla vigilia proprio della gara di ritorno contro il Feralpisalò, stavolta finita in parità. Una settimana dopo, il Latina risorge nel derby di ritorno: domenica 11 marzo 2012 al Francioni i nerazzurri superano il Frosinone. Finisce 2-0 con le reti di Burrai su rigore e Matute. Al 90′ è un tripudio generale, il Latina torna a vincere un derby dopo 9 anni (l’ultimo era stato il 19 aprile del 2003, quando Simonetti su rigore aveva deciso la sfida del Matusa). In campo e sugli spalti esplode una gioia incontenibile. La vittoria col Frosinone, però, non basta al Latina per evitare i playout. E così i nerazzurri devono giocarsi la salvezza nella doppia sfida contro la Triestina: dopo il successo del Francioni (2-0 firmato da Bernardo e Tulli) la squadra di Sanderra pareggia (2-2) al Nereo Rocco e mantiene la categoria. Ancora una volta risulta decisivo Salvatore Burrai, con una doppietta.

Esultanza dopo il gol contro il Perugia, stagione 2012-13

2012-’13: Il secondo anno in I divisione è caratterizzato da un cambio ai vertici societari. Michele Condò è costretto a lasciare la presidenza del club a causa di una malattia che di lì a poco lo avrebbe portato via. Il momento non è facile, Pasquale Maietta si ritrova all’improvviso senza il compagno di tante battaglie, senza l’uomo con cui aveva costruito, fino a quel momento, le fortune del Latina. Grazie all’amicizia che lo lega al sindaco Giovanni Di Giorgi, riesce a coinvolgere nel progetto nerazzurro la signora Paola Cavicchi, che diventa il nuovo presidente del Latina, prima donna in assoluto a rivestire questo ruolo. Quello che affronta il secondo campionato consecutivo in I divisione, nasce come il Latina di Fabio Pecchia, tecnico scelto per guidare una squadra alla quale si chiede di raggiungere una tranquilla salvezza, ma comunque di gradi qualità tecniche. Dopo la sconfitta dell’esordio a Pisa, i nerazzurri riescono a trovare l’assetto giusto fino a diventare, partita dopo partita, successo dopo successo, una delle candidate al salto di categoria. Ma dopo aver occupato la testa della classifica per buona parte del campionato, ad un certo punto qualcosa si inceppa nel meccanismo nerazzurro. Scivolato al quarto posto, il Latina ad un certo punto mette a rischio anche un piazzamento nei playoff. La sconfitta nello scontro diretto contro il Benevento costa la panchina a Fabio Pecchia. Al suo posto viene richiamato Stefano Sanderra. Col “sergente di ferro” in panchina, il Latina chiude la stagione in terza posizione, qualificandosi per i playoff. In semifinale i nerazzurri fanno fuori la Nocerina: dopo la sconfitta per 1-0 al San Francesco d’Assisi, la squadra di Sanderra ottiene il pass per la finale grazie al successo, sempre per 1-0, ottenuto al Francioni. A fare la differenza – oltre al gol di Barraco – a parità di risultato è il miglior piazzamento dei nerazzurri nella regular season, rispetto ai molossi. A consegnare la serie B, poi, arriva la doppia finale col Pisa. Il Latina, dopo lo 0-0 dell’Arena Garibaldi, entra nella storia grazie al 3-1 del Francioni ottenuto dopo i tempi supplementari, al termine di una gara memorabile. Sotto di un gol dopo 18 minuti, puniti dalla punizione di Barberis, i nerazzurri pareggiano con Jefferson portando la gara all’extra time. Poi a fare la differenza arrivano le reti di Cejas e Burrai. Il 16 giugno del 2013, così, il Latina entra di diritto nella storia, con la conquista dello storico traguardo, quella serie B che nessuno prima era riuscito mai neanche ad avvicinare. Senza dimenticare la vittoria della Coppa Italia di categoria, in finale contro il Viareggio, e la conquista dello scudetto Berretti: un triplete da sogno. Qualcosa che Latina non aveva mai neanche immaginato in tanti anni di storia. Merito di una squadra magica. Merito di una grande società. La serie B è storia di questi giorni. Una storia importante che ha alle spalle molti anni bui, passati a fare la spola tra tanto interregionale e qualche serie C.

2013-’14: Il primo anno di serie B ha rischiato di essere soltanto di passaggio nella cadetteria. E sì perché il Latina è stato a un passo dall’ennesimo miracolo. Il campionato scorso ha visto la squadra del capoluogo protagonista assoluta della stagione, nonostante l’inizio non fosse stato dei più facili. Il team guidato da Gaetano Auteri, tecnico scelto in estate dalla società, parte malissimo con un solo punto in tre partite: dopo la pesante sconfitta interna contro il Varese, l’allenatore siciliano viene esonerato. Al suo posto arriva Roberto Breda: tecnico preparato e persona squisita. Il Latina trova pian piano una sua identità, diventa squadra, inizia a scalare la classifica. Il 28 settembre 2013, al Francioni contro il Brescia, conquista la prima storica vittoria in serie B, la prima di una lunga serie. Partita dopo partita, risultato dopo risultato, l’undici pontino si prende gli onori della cronaca sportiva, si piazza al terzo posto della classifica arrivando a giocarsi la serie A nei playoff: mai un’esordiente era arrivata a tanto. In semifinale i nerazzurri superano il Bari. In finale, però, la buona sorte decide di schierarsi dalla parte del Cesena: in A vanno i bianconeri, il Latina non ce la fa.

2014-’15: La stagione, innanzitutto, è caratterizzata da una novità importante a livello societario: Pasquale Maietta, fino ad allora vice presidente, assume la carica di presidente, ruolo che ricoprirà insieme a Paola Cavicchi fino ad agosto 2015, ovvero fino all’uscita di scena della signora Cavicchi in favore della famiglia Aprile. Spostandosi al campo, poi, quello 2014-2015 non è stato certamente un campionato tranquillo: partito con prospettive d’alta classifica è terminato, invece, con una salvezza raggiunta all’ultima giornata con il pareggio del Francioni (1-1) contro il Modena. Una salvezza ottenuta con un grande girone di ritorno, dopo che i nerazzurri avevano chiuso l’andata all’ultimo posto della classifica. La stagione era partita con Mario Beretta in panchina, sostituito alla settima giornata (dopo la sconfitta di Trapani) da Roberto Breda, “tornato alla base” a 5 mesi di distanza dalla finale playoff persa con il Cesena. Ma stavolta Breda non riesce a ripetersi, al punto che alla fine del girone d’andata la società decide di cambiare ancora: per tentare l’assalto alla salvezza viene promosso alla guida della prima squadra l’allora mister della Primavera, Mark Iuliano. Con una rosa rivoluzionata rispetto a quella dell’andata, Iuliano riesce “nell’impresa”: il Latina è salvo e giocherà ancora in serie B.

2015-’16: La stagione scorsa è partita con importanti novità a livello societario: è uscita di scena la signora Paola Cavicchi. Al vertice del club, insieme al presidente Pasquale Maietta, è subentrata la famiglia Aprile nelle persone del vice presidente Antonio e di suo figlio Natale. Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, quella 2015-2016 sarà ricordata come la stagione che ha visto alternarsi sulla panchina nerazzurra ben 4 allenatori: Iuliano, Somma, Chiappini e Gautieri. La squadra è andata avanti a fasi alterne, tra alti e bassi, per ritrovarsi nella parte conclusiva del campionato in piena zona calda. La scelta della società di affidare la panchina a Carmine Gautieri nel momento più difficile della stagione, alla fine, è risultata azzeccata: con il pari di Crotone alla terzultima giornata, la vittoria interna contro il Vicenza alla penultima e il pareggio di Pescara conquistato contro il Delfino che poi sarebbe andato in serie A attraverso i playoff, l’undici nerazzurro è riuscito ad ottenere la permanenza in serie B.

2016-’17: Quella attuale è la quarta stagione in serie B. Come detto in precedenza, a fine dicembre c’è stata la svolta a livello societario. La cordata composta da Angelo Ferullo, Ugo Nuzzi, Benedetto Mancini e Regina Waintesin ha acquisito la proprietà del club rilevando l’intero pacchetto azionario. A loro l’arduo compito di risollevare le sorti del Latina a livello societario, dopo un periodo decisamente difficile coinciso con gli ultimi mesi di presidenza targato Maietta-Aprile. Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, poi, la panchina è stata affidata a Vincenzo Vivarini, mister 49enne giunto nel capoluogo pontino con il giusto entusiasmo per guidare una squadra formata, oltre che da alcuni punti fermi della vecchia gestione, da molti giovani promettenti. Dopo due salvezze conquistate dal Latina all’ultima giornata, al tecnico abruzzese spetta il compito di guidare la squadra nerazzurra verso un campionato che possa regalare nuove soddisfazioni.

La formazione del Latina 1976-77

Dalla fondazione al 2007: La prima squadra di calcio a Latina, quando la città ancora si chiama Littoria, risale al 1935. Il nome è Associazione Sportiva Littoria. Il via parte dalla Terza divisione. Nel dopo guerra la società cambia nome: diventa As Latina, il presidente è Gaetano Loffredo e il direttore sportivo Domenico “Memmo” Francioni, a cui è intitolato lo stadio. Le tappe principali della storia nerazzurra sono diverse: a Viterbo, il Latina grazie ad una rete di Walter Crociani sale per la prima volta in serie C, ma l’esperienza sarà purtroppo breve. Gli anni ’50, poi, sono tra i più bui della storia. Negli anni sessanta in società subentra l’avvocato Ezio Luchetti e il cardiologo Biagio De Pasquale. Da segnalare c’è lo spareggio con la Stefer Roma che segna la promozione in serie D: rete di Tacelli. Sono anni migliori rispetto al passato, anche se resta la macchia del presunto illecito sportivo, che porta ad una penalizzazione per una semplice battuta di Sante Palumbo, uno dei più importanti presidenti della storia antica. La penalizzazione condanna il Latina ad un altro anno in serie D, ma la promozione in C arriva finalmente nel 1969. E’ quasi un’altalena, e tra alti e bassi ecco un’altra retrocessione in Interregionale, poi una nuova promozione; quella del 1973. Ma la parentesi in C è ancora breve e l’anno dopo il Latina retrocede di nuovo. L’unica nota positiva di quella stagione è una stella che nasce in prima squadra: si chiama Alessandro Altobelli, detto Spillo. Poi arriva il 1977, quando il Latina di Bebo Leonardi ottiene la promozione nella terza serie nazionale, conquistata al termine di un campionato memorabile. Quello era un bel Latina e concluse il torneo al quinto posto. Poi la riforma dei campionati e altri alti e bassi fino al 1981, l’anno della salita in serie C1. Il Latina allenato da Tonino Trebiciani è inserito in un girone con quadre toscane, ma anche Banco Roma e Casertana. Quella nerazzurra è una formazione giovane con tante promesse: da Mario Faccenda a Roberto Policano, poi Del Prete, Banella, Cremaschini, Bulgarani e capitan Fadigati.

Fabio Simonetti realizza il rigore della vittoria a Frosinone, stagione 2002-03

La festa della promozione matematica in serie C1 è datata 17 maggio 1981, giorno della vittoria sulla Rondinella, con quattro giornate d’anticipo. I nerazzurri chiudono in testa insieme alla Casertana. Ma la vita in serie C1 come matricola si dimostra molto dura per il Latina: la squadra del capoluogo retrocede chiudendo all’ultimo posto della classifica. Poi si susseguono anni di stagioni anonime, e nel 1984 arriva la retrocessione in Interregionale. Due anni dopo ecco, però, una nuova festa per la vittoria di un campionato, nel 1986 il Latina di Giancarlo Sibilia vince la serie D e torna in serie C2. I nerazzurri, spinti da oltre mille tifosi nerazzurri sugli spalti, si impongono in casa del Mondragone con una doppietta di Gianfranco Mannarelli, capocannoniere del campionato con 26 reti. L’anno successivo il Latina ottiene un terzo posto in C2 alle spalle di Frosinone e Ischia. Nel 1988 i nerazzurri ottengono una salvezza miracolosa e da record: sette punti nel girone d’andata e ventidue in quello di ritorno. Era il Latina presieduto da Egidio Gino Palumbo. I successivi campionati in C2 sono anonimi nonostante il nuovo presidente Franco Pompili cerchi di allestire, inutilmente, organici importanti. Nel 1992, poi, arriva la retrocessione in Interregionale e inizia un inferno di dieci anni trascorsi nel limbo dei dilettanti. Le società si alternano così come i presidenti: Canini, Giungarelli, Deodati, Sciarretta. Quest’ultimo tenta il ritorno nel professionismo investendo parecchio, ma il Latina arriva secondo alle spalle del Castelnuovo e manca la promozione. Tra alti e bassi si arriva al ripescaggio del 2002, al termine di una stagione che il Latina aveva sempre tenuto in pugno e con una promozione sfumata in primavera. Promozione servita dalla Lega. Così nel capoluogo pontino torna l’entusiasmo. Dopo quattro anni di serie C2, però, si arriva al 2006. Il Latina retrocede dopo i playout col Rieti il 26 maggio, ma la serie D non la gioca perché fallisce prima di iniziare. Così per una stagione, quella 2006-’07, la città resta senza calcio.

Poi nel 2007 arriva la Virtus Latina. E il resto è storia di questi giorni.
Una storia chiamata serie B.